Obesità e psoriasi

Obesità e psoriasi: un legame… pruriginoso


Obesità e psoriasi: la psoriasi è una malattia infiammatoria che si manifesta a carico della cute sottoforma di chiazze pruriginose di desquamazione. Nel tempo, essa tende a cronicizzare e a recidivare.

Negli anni, si è spesso ipotizzato che vi potesse essere un legame tra l’insorgenza di psoriasi e l’obesità

Lo Studio norvegese: più peso, maggiore rischio di psoriasi Obesità e psoriasi

La Norwegian University of Science and Technology ha recentemente condotto uno studio per andare ad indagare sulla effettiva esistenza di questo legame.

Come gli scienziati sospettavano, lo studio ha confermato che si associa un incremento del rischio di sviluppare la psoriasi e artrite psoriasica del 9% per ogni punto di IMC (Indice Massa Corporea) in più, nonché un aumento della gravità dei sintomi.

Ciò ha suggerito che possa essere sufficiente un intervento di tipo dietetico per riuscire a controllare anche la sintomatologia della patologia.

Lo Studio britannico: meno peso, meno sintomi 

Un altro studio pubblicato sul British Journal of Dermatology (UK) è andato ad indagare cosa succedeva ai soggetti con psoriasi quando si perde peso

I candidati sono stati seguiti da specialisti per 20 settimane durante le quali hanno seguito un piano dietetico personalizzato ed ipocalorico in associazione al costante esercizio fisico.

I risultati parlavano chiaro: più i pazienti perdevano peso, più la sintomatologia della patologia migliorava.

Ciò avveniva anche in quei candidati che mostravano una più lenta perdita di peso come a suggerire che anche una modesta perdita di peso comporti comunque un miglioramento dello stato di salute.

Consigli dietetici in caso di obesità e psoriasi

Essendo la psoriasi una malattia infiammatoria, i consigli vertono su quelle strategie che sono in grado di ridurre l’infiammazione:

  • Seguire una dieta ipocalorica associata all’esercizio fisico aerobico per normalizzare il proprio IMC;
  • Assumere 2 porzioni di pesce alla settimana. Esso contiene una buona quantità di acidi grassi essenziali omega 3 (EPA e DHA), che aiutano a ridurre l’infiammazione;
  • Limitare il consumo di carne rossa e molto grassa;
  • Preferire formaggi freschi a basso contenuto di grassi saturi e colesterolo;
  • Cercare di mantenere la glicemia nei valori ottimali consumando il più possibile carboidrati integrali o poco raffinati (meglio se in associazione a proteine e lipidi) e limitare zuccheri semplici e/o aggiunti in modo da evitare impennate della curva glicemica; 
  • Aumentare il consumo di semi e/o frutti oleosi. Si tratta di fonti vegetali di oli essenziali (EPA e DHA) e vitamina E;
  • Aumentare il consumo di frutta e verdura poiché grandi fonti di antiossidanti naturali;
  • Limitare gli alcolici ed eliminarli in caso di acutizzazione della patologia.

Dott.ssa Arianna Bartolo – Dietista


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